L’altra mano invisibile
E’ meglio credere nell’egoismo del macellaio, del birraio e del fornaio che nell’altruismo di chi pretende trafficare per il bene pubblico, che nella migliore delle ipotesi – come osservava Adam Smith - non ha mai combinato molto. Pochi oggi dubiterebbero che carne, birra e pane migliori vengano da una sana competizione egoista.
Ma il tocco della mano invisibile non è sempre magico. Giochi non cooperativi, esternalità e finitezza delle risorse possono inceppare il motore dell’egoismo magico e farci scoprire che talvolta conviene collaborare, almeno stabilendo le regole del gioco. Tuttavia, quando la poetica della mano invisibile cede il passo alle regole è come se si rompesse un incantesimo. Nessuna regola potrà infatti piacerci quanto la mano invisibile, perché ogni regola è essenzialmente coercizione, mentre l’egoismo è essenzialmente libertà.
Certo esiste anche la collaborazione spontanea: quasi tutti si occupano dei propri famigliari, molti si aiutano nelle difficoltà, alcuni infine si dedicano interamente agli altri. Inoltre la collaborazione spontanea è fonte di gratificazione per chi la offre e di gratitudine per chi la riceve, quindi di maggior benessere per tutti. Ma questo benessere non conta nelle statistiche, perché non si trasforma in prodotto interno lordo. Ciclicamente economisti e politici - dal Club di Roma a Stiglitz Sen e Fitoussi, da Bob Kennedy a Sarkozy - provano correggere questo rozzo indicatore con altri più raffinati o esotici. Ma alla fine il prodotto interno lordo rimane il mantra di ogni paese moderno, soprattutto perché è facilmente misurabile e tutti vogliono sapere chi vince.
Su internet, invece, i numeri dell’egoismo possono confrontarsi liberamente con quelli della collaborazione e si può osservare che questi ultimi sono più importanti: uno spazio dove molti collaborano per affinità, amicizia e solidarietà svela l’incantesimo di un’altra mano invisibile, oltre a quella di chi riesce a farci un grosso affare.
Witizen intende esplorare e svelare la frontiera dell’altra mano invisibile. Il suo primo atto fondativo non poteva non essere una campagna a favore della Wikimedia Foundation, che è forse l’esempio più straordinario dei risultati che si possono ottenere con la collaborazione spontanea. Vorremo solo ricordare i numeri di questo monumento eretto sulla fiducia nel genere umano: Wikimedia Foundation coordina alcuni dei più grandi progetti di collaborazione al mondo, con lo scopo di dare a tutti il libero accesso al patrimonio della conoscenza umana; il suo progetto di maggior successo, Wikipedia, è uno dei dieci siti più visitati al mondo e funziona con la collaborazione degli utenti e poco più di 16 milioni di dollari all’anno, a fianco di colossi che macinano miliardi e valgono ancor di più. Eppure questa creatura fragile offre accesso libero alla più nobile e preziosa delle cose umane: la conoscenza. Mentre i colossi che circondano Wikipedia si limitano a smistare traffico o a coltivare voyeurismo autoreferenziale.
Ci piacerebbe immaginare un mondo dove tutto funzioni come i progetti della Wikimedia Foundation e la magia dell’altra mano invisibile sia svelata in molte delle cose che amiamo di più.
Ciao, ci conosciamo? Non riesco a capire chi c’è dietro questo progetto
io: http://www.facebook.com/profile.php?id=699794469&ref=ts. Sto proprio partendo in questi giorni
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