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		<title>E&#8217; arrivata l&#8217;ora in cui Napolitano veda le carte del M5S</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 09:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste ore tutti danno per scontato che la proposta dei &#8220;cittadini&#8221; Crimi e Lombardi per un incarico di governo al M5S sia una boutade che Presidente Napolitano non prenderà in considerazione. Tuttavia, se potessimo &#8220;vedere&#8221; la squadra di governo che &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2013/e-arrivata-lora-in-cui-napolitano-veda-le-carte-del-m5s/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='640' height='390' src='http://www.youtube.com/embed/azRxFj0PUsg?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p>In queste ore tutti danno per scontato che la proposta dei &#8220;cittadini&#8221; Crimi e Lombardi per un incarico di governo al M5S sia una <em>boutade</em> che Presidente Napolitano non prenderà in considerazione.</p>
<p>Tuttavia, se potessimo &#8220;vedere&#8221; la squadra di governo che il M5S intende proporre, potremmo forse iniziare capire qual&#8217;è il loro gioco: stanno bluffando o hanno un &#8220;poker&#8221; di statisti che potrebbero avere la fiducia delle due Camere?</p>
<p>Ma potremmo anche capire qual&#8217;è il gioco del PD, che da più di un mese afferma di volere salvare il paese più di ogni altra cosa: stanno bluffando anche loro o sono disposti a rinunciare ai loro interessi personali e alle loro poltrone, pur di contribuire a un cambiamento che potrebbe essere una svolta storica per il nostro paese?</p>
<p>Un intero paese ha la stessa angoscia di Franco in &#8220;Regalo di Natale&#8221;, combattuto dal desiderio di sapere se possiamo salvarci o siamo vittima dell&#8217;ennesimo imbroglio.</p>
<p>Sono momenti decisivi. Se vogliamo vedere il gioco del M5S, chiediamolo al Presidente Napolitano.</p>
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		<title>Otto punti in nome di una responsabilità diversa</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 07:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni si è parlato molto del programma di governo con cui Bersani avrebbe &#8220;sfidato&#8221; Grillo. Per quasi una settimana sono trapelate vaghe mozioni degli affetti nel segno di un non meglio precisato senso di &#8220;responsabilità&#8221; per il paese, &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2013/otto-puntiin-nome-di-un-senso-di-responsabilita-diverso/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni si è parlato molto del programma di governo con cui Bersani avrebbe &#8220;sfidato&#8221; Grillo. Per quasi una settimana sono trapelate vaghe mozioni degli affetti nel segno di un non meglio precisato senso di &#8220;responsabilità&#8221; per il paese, poi si è parlato di un programma di otto punti, anche se leggendo i giornali si faceva fatica capire quali e quanti fossero davvero. I punti non si riuscivano a capire nemmeno <a style="line-height: 24px;" href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2d6aec89-fdb0-44e3-80c7-09a7ca86bfae.html" target="_blank">ascoltando direttamente Bersani</a>, che &#8211; rivendicando un programma di &#8220;cose che si capiscano&#8221; &#8211; ne aveva parlato domenica scorsa con Fabio Fazio davanti a milioni di italiani e &#8220;per esser chiaro&#8221; aveva fatto l&#8217;elenco dei famosi otto punti:</p>
<ol>
<li>Legge contro la corruzione e contro la mafia</li>
<li>Conflitti di interesse</li>
<li>Costi, sobrietà della politica e legge sui partiti</li>
<li>Interventi immediati sull&#8217;urgenza sociale&#8230; I comuni devono poter aprire gli sportelli sociali e fare un po&#8217; di investimenti, le piccole imprese devono potere avere un po&#8217; di pagamenti, e così via&#8230;</li>
<li>Intervenire positivamente sull&#8217;economia&#8230; L&#8217;economia verde. Riabilitare il costruito e non consumare più il territorio. Si può partire subito&#8230;</li>
<li>Diritti. Diritti di cittadinanza. Diritti delle coppie omosessuali. La scuola, l&#8217;abbandono scolastico, il diritto allo studio.</li>
</ol>
<p>In effetti i punti si fermavano a sei, come quelli che più o meno si potevano ricavare dalle notizie dei giornali di lunedì. Bersani aveva detto che erano tutti &#8220;urgenti&#8221; e ribadito la sua intenzione di proporre un governo che si presentasse al parlamento con un programma &#8220;preciso, esigibile e limitato&#8221; su cui chiedere la fiducia. Verso la fine dell&#8217;intervista si era poi ricordato di un altro punto, che in realtà avrebbe dovuto essere il primo: andare in Europa e suonare &#8220;non un campanello&#8221;, ma (porco boia) una &#8220;campana&#8221; d&#8217;allarme per il clima di rivolta che sta esplodendo nei paesi periferici d&#8217;Europa.</p>
<p>Allora non era colpa dei soliti giornalisti cialtroni: il programma di Bersani era <em>davvero</em> vago e generico. A ben pensarci, però, potevano dircelo che gli otto punti <em>non</em> si capivano e sembravano la ricetta della pozione di Gargamella per attirare i Puffi nella palude: <em>un po&#8217;</em> di investimenti qua, <em>un po&#8217;</em> di pagamenti là, l&#8217;unione civile degli omosessuali, interventi <em>positivi</em> e<em> verdi</em><em> </em>per l&#8217;economia, e <em>dulcis in fundo</em> una manciata di ingredienti (segreti) contro la corruzione, il conflitto di interessi e gli sprechi della politica, precisando però che i rimborsi elettorali non si toccano. E poi tutti a suonare la campana in Europa, con buona pace di Hemingway.</p>
<p>Sarebbe stato questo il programma di governo con cui Bersani avrebbe &#8220;sfidato&#8221; il M5S? A parte l&#8217;unione civile degli omosessuali &#8211; che è sì importante ma forse non così &#8220;urgente&#8221; &#8211; di cosa aveva parlato? Perché non aveva fatto una proposta &#8220;chiara&#8221; sul numero dei parlamentari, sui loro stipendi, sulla durata dei mandati e sul cumulo degli incarichi? E perché non aveva detto cose &#8220;che si capiscono&#8221; sull&#8217;economia, sul controllo dei mezzi d&#8217;informazione, sulla privatizzazione della Rai e sull&#8217;accesso a internet? Come faceva, poi, a sostenere che l&#8217;eliminazione dei rimborsi elettorali non è democratica, quando vent&#8217;anni fa gli italiani votarono in massa contro il finanziamento pubblico ai partiti, ma i partiti se infischiarono reintroducendolo allegramente con un nome diverso dopo meno di un anno? Quale modello di democrazia aveva in mente?</p>
<p>Era difficile che la ricetta di domenica potesse funzionare con quelle canaglie dei Puffi: ovviamente non si sono nemmeno avvicinati. Senonché ieri Bersani ha rilanciato la sua sfida al M5S <a href="http://www.repubblica.it/politica/2013/03/06/news/direzione_pd-53965636/?ref=HRER1-1" target="_blank">descrivendo meglio</a> i famosi otto punti:</p>
<ol>
<li><strong>Uscire</strong> <strong>dalla</strong> <strong>gabbia</strong> di austerità dell&#8217;Europa</li>
<li><strong>Misure urgenti</strong> <strong>sul fronte sociale e del lavoro</strong>, quali titoli del tesoro per il pagamento di debiti della pubblica amministazione, potenziamento degli strumenti della Cassa Depositi e Prestiti, allentamento del patto di stabilità, allestimento di un programma per la banda larga e l&#8217;ICT, riduzione del costo del lavoro stabile, superamento degli automatismi della legge Fornero, avvio del processo di universalizzazione dell&#8217;indennità di disoccupazione e della spending review, riduzione e redistribuzione dell&#8217;IMU, esodati, tracciabilità fiscali, blocco dei condoni, rivistazione delle procedure Equitalia</li>
<li><strong>Riforma della politica</strong>, che prevede dimezzamento parlamentari, eliminazione delle province, riduzione dei compensi di parlamentari e consiglieri regionali fino a un livello pari a quello dei sindaci, disboscamento delle società pubbliche, revisione dei costi della burocrazia e doppi incarichi, legge elettorale come da proposta PD sul doppio turno di collegio</li>
<li><strong>Riforma della giustizia</strong>, che modifica la prescrizione di alcuni reati e inasprisce quelli di corruzione, autoriciclaggio, falso in bilancio, voto di scambio, voto di scambio mafioso e frode fiscale</li>
<li><strong>Legge sui conflitti di interesse</strong>, che riprende la proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini</li>
<li><strong>Leggi sullo sviluppo sostenibile</strong>, che prevedono detrazioni del 55% per ristrutturazioni edilizie per efficienza energetica, riqualificazione del costruito e recupero aree dismesse, bonifiche, smart grid, nuovo ciclo rifiuti</li>
<li><strong>Leggi sui diritti di cittadinanza</strong> per chi nasce in Italia e sulle unioni civili di coppie omosessuali</li>
<li><strong>Riforma dell&#8217;istruzione e della ricerca</strong>, che prevede norme contro l&#8217;abbandono scolastico, messa in sicurezza delle strutture scolastiche, organico stabile, eliminazione progressiva dei precari e reclutamento dei ricercatori</li>
</ol>
<p>Finalmente incominciano a delinarsi contorni più precisi. Molti punti toccano temi centrali nel programma &#8211; ma soprattutto nel cuore &#8211; del M5S: reddito di cittadinanza, dimezzamento dei parlamentari e riduzione dei loro compensi, eliminazione delle province, legge elettorale, incandidabilità dei condannati e di chi è in conflitto d&#8217;interesse, sviluppo sostenibile, tutela dell&#8217;ambiente e del territorio. E poi c&#8217;è la &#8220;potente&#8221; metafora della &#8220;gabbia&#8221; europea, che si contrappone non solo alla &#8220;campana&#8221;, ma forse anche alle porte, finestre e ponti degli Euro. Non sia mai che il M5S si avvicini un po&#8217; di più.</p>
<p>Tuttavia, attraverso i punti si intravede ancora la palude: provengono dallo sconfinato ricettario del programma PD (buono per ogni palato) e parlano la stessa lingua: &#8220;allentamento&#8221;, &#8220;allestimento&#8221;, &#8220;potenziamento&#8221;, &#8220;avvio&#8221;, &#8220;disboscamento&#8221;, &#8220;superamento&#8221;, &#8220;revisione&#8221;. Parole che rivelano idee disgregate e disomogenee che da anni vengono accolte indiscriminatamente, mentre Bersani si affanna a dire che la loro pluralità è la &#8220;ricchezza&#8221; che dimostra i valori &#8220;democratici&#8221; del PD. Tuttavia, a prescindere dai problemi pratici che ne discendono, ancora una volta: di quale &#8220;democrazia&#8221; parla Bersani? Di quella tutta &#8220;interna&#8221; al PD o quella che vorrebbero gli italiani? Perché la prima è quella che ha reintrodotto il finanziamento pubblico dei partiti dopo che gli italiani lo avevano bocciato, mentre la seconda è quella che vorrebbero gli elettori del M5S, e non solo. Non si può certo fingere di ignorare l&#8217;omissione dagli otto punti di una questione così centrale, che vede nell&#8217;abolizione dei rimborsi elettorali il suo ineludibile corollario.</p>
<p>L&#8217;incapacità del PD di accogliere la chiara domanda di democrazia diretta che arriva dagli italiani rischia di diventare la sua ennesima e clamorosa sconfitta. Eppure non c&#8217;è chi non abbia visto nei giovani del M5S la speranza di un futuro diverso, anche per chi ha ceduto alla retorica del &#8220;voto utile&#8221; per il PD. Come si fa a non essere trascinati dall&#8217;entusiasmo di così tante mamme, operai, impiegati, musicisti, creativi, studenti, precari, ragionieri, tecnici, volontari e altri ancora, così diversi dalle mummie della vecchia politica? Come si fa a non accogliere la loro domanda di democrazia aperta e partecipativa dove potremmo diventare un modello per tutti? Si stenta a credere che possa riuscirci proprio l&#8217;Italia, uno dei paesi più clientelari e corrotti d&#8217;Europa, ma non sarebbe bello provarci anche per questo?</p>
<p>Noi pensiamo, dunque, che un senso di responsabilità debba avvertirlo prima di tutto chi avrà l&#8217;incarico di formare il nuovo governo, dicendo &#8220;chiaramente&#8221; che cosa intende fare per gli italiani che credono nelle proposte del M5S, che non sono solo quelli che lo hanno votato. A questa persona, chiunque essa sia, chiediamo di accogliere con entusiasmo quelle più giuste e desiderate. Ne abbiamo trovato otto &#8220;che si capiscono&#8221; davvero e che potrebbero risolvere alcuni mali della politica da cui gli italiani attendono di essere &#8220;liberati&#8221; da qualcuno che si &#8220;arrenda&#8221;, come Badoglio.</p>
<p>Eccoli:</p>
<ol>
<li>Riduzione a due mandati per i parlamentari, allineamento del loro stipendio alla media nazionale e dimezzamento del loro numero</li>
<li>Eliminazione dei contributi pubblici a partiti e giornali, con contestuale ampliamento delle organizzazioni a cui devolvere l&#8217;8 per mille</li>
<li>Riforma della legge elettorale con (proponiamo noi) introduzione di un sistema uninominale a doppio turno per la Camera e per il Senato</li>
<li>Introduzione di una &#8220;vera&#8221; class action, cioè di un sistema in cui i diritti e gli interessi collettivi possono essere tutelati su iniziativa del singolo anche nelle società quotate (cosiddetta &#8220;derivative action&#8221;)</li>
<li>Piena trasparenza e accessibilità via web delle informazioni nella pubblica amministrazione, con possibilità di commentare le proposte di leggi e  provvedimenti durante il loro iter formativo</li>
<li>Sviluppo economico e del territorio con priorità rovesciate: telelavoro <em>prima </em>delle infrastrutture di trasporto, prodotti e turismo locale <em>prima </em>delle destinazioni e cibi esotici, valorizzazione degli edifici esistenti <em>prima</em> delle nuove costruzioni</li>
<li>Istruzione e ricerca fondata su modelli collaborativi e <em>open source</em></li>
<li> Sanità fondata sulla trasparenza: liste d&#8217;attesa, principi attivi dei farmaci, costi delle strutture sanitarie</li>
</ol>
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		<title>Nuovi &#8220;mostri&#8221; o nuovi &#8220;giovani&#8221;?</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2012 09:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Come si fa a essere d&#8217;accordo con Marchionne e Grillo? Basta non aderire al Pensiero Unico dell&#8217;Informazione e del Potere. I due &#8220;mostri&#8221; mediatici della scena economica e politica si limitano a rivendicare idee condivise da gran parte degli imprenditori &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2012/date-a-marchionne-quel-che-e-dellimpresa-e-a-grillo-quel-che-e-della-societa-civile/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come si fa a essere d&#8217;accordo con Marchionne e Grillo? Basta non aderire al Pensiero Unico dell&#8217;Informazione e del Potere.</p>
<p>I due &#8220;mostri&#8221; mediatici della scena economica e politica si limitano a rivendicare idee condivise da gran parte degli imprenditori (quelle di Marchionne) e dei cittadini (quelle di Grillo). Il problema è che nessuna di queste idee è <em>politically correct</em> e, soprattutto, in ginocchio di fronte all&#8217;Informazione e al Potere.</p>
<p>Ma Marchionne e Grillo si comportano solo come &#8220;giovani&#8221; che non conoscono l&#8217;ipocrisia e ci invitano a constatare che il mondo è cambiato e il re è nudo. Che cosa c&#8217;è di indecente nel chiedere rapporti di lavoro che consentano di competere in un mercato sempre più globale? O un sistema di democrazia diretta che &#8211; anche grazie a internet &#8211; avvicini le decisioni politiche alla volontà dei cittadini?</p>
<p>Tutte le critiche a Marchionne e Grillo risalgono a una mentalità novecentesca, ormai superata dalla storia, mentre i &#8220;giovani mostri&#8221; si limitano a constatare ciò che sta già accadendo in tutto il mondo e che nessuno può arrestare, men che meno le classi dirigenti dei PIGS.</p>
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		<title>Come distruggere il settore pubblico</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Oct 2012 08:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi tutti ritengono che l&#8217;inefficienza e l&#8217;ipertrofia del settore pubblico siano i problemi fondamentali dell&#8217;economia italiana. Quest&#8217;opinione è testimoniata da tutte le notizie che quotidianamente ci scandalizzano: dai forestali calabresi, alle comunità montane, alle ostriche &#8220;di destra&#8221; e cozze pelose &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2012/725/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi tutti ritengono che l&#8217;inefficienza e l&#8217;ipertrofia del settore pubblico siano i problemi fondamentali dell&#8217;economia italiana.</p>
<p>Quest&#8217;opinione è testimoniata da tutte le notizie che quotidianamente ci scandalizzano: dai forestali calabresi, alle comunità montane, alle ostriche &#8220;di destra&#8221; e cozze pelose &#8220;di sinistra&#8221; (come le avrebbe chiamate Gaber).</p>
<p>Tuttavia, ogni giudizio di efficienza sul settore pubblico non può prescindere dalla sua funzione: non si può considerare &#8220;spreco&#8221; il sostegno a chi non riesce a trovare lavoro. Ed è difficile credere che i forestali calabresi o i dipendenti delle comunità montane riuscirebbero facilmente a trovarne un altro. Perché, quindi, considerarli &#8220;sprechi&#8221; del settore pubblico? Se il sistema deve farsene carico, non è meglio che almeno facciano qualcosa?</p>
<p>Gli economisti sostengono che la confusione fra ammortizzatori sociali e pubblico impiego sia dannosa, perché determina distorsioni nel mercato del lavoro e inefficienza: meglio più flessibilità, sostengono, e riqualificazione dove c&#8217;è la <em>vera</em> domanda, anche se il costo è lo stesso. Solo così potremo avere al tempo stesso occupazione ed efficienza.</p>
<p>A lungo termine.</p>
<p>Ma nel breve termine è improbabile che il settore privato riesca a riassorbire la disoccupazione creata dalla crisi e destinata ad aumentare per effetto di tagli alla spesa: l&#8217;economia è in caduta libera e non s&#8217;intravvedono nuove chimere &#8211; come la <em>new economy </em>o gli immobili <em>purchessiano</em> - che alimentino una ripresa tanto istantanea quanto effimera.</p>
<p>Almeno per ora, quindi, non sarebbe meglio tenerci anche i più pittoreschi dipendenti pubblici, piuttosto che pagarli per non far niente o per partecipare a velleitari programmi di riqualificazione?</p>
<p>Certo potremmo almeno incominciare a tagliare voci di spesa che non determinino aumenti automatici degli ammortizzatori sociali. Ma l&#8217;esperienza degli &#8220;esodati&#8221; ci insegna che c&#8217;è sempre qualcuno che ci rimette. E se non fossero i dipendenti (pubblici o privati) sarebbero i fornitori della pubblica amministrazione. Siamo sicuri che sia giusto tagliare la spesa in piena recessione? Non è il contrario di ciò che diceva Keynes?</p>
<p>Molti sosterrebbero che non abbiamo scelta: dobbiamo tagliare la spesa pubblica perché <em>dobbiamo ridurre il debito, </em>o &#8211; più democristianamente &#8211; perché <em>ce lo chiede l&#8217;Europa</em>. La teoria del &#8220;<em>dobbiamo</em> perché <em>dobbiamo</em>&#8221; &#8211; fondata su imperativi <em>kantiani</em> e quindi né dimostrabili né confutabili razionalmente &#8211; può solo essere accettata o rifiutata sulla base di convinzioni personali.</p>
<p>Altri sosterrebbero più &#8220;scientificamente&#8221; che tagliare la spesa serve <em>anche</em> - e per alcuni <em>soprattutto - </em>a ridurre le imposte. Tuttavia, persino uno studente di economia sa che non c&#8217;è differenza fra spesa pubblica e riduzione delle imposte, che non a caso è chiamata anche <em>tax spending</em>. Quindi, tagli della spesa mirati alla riduzione delle imposte sarebbero neutri dal punto di vista macroeconomico &#8211; almeno nel breve termine &#8211; ma restituirebbero risorse ai privati, sull&#8217;assunto che questi ultimi sappiano impiegarle meglio: è l&#8217;arcinota teoria della scuola economica di Chicago, adottata dalla destra repubblicana americana fin dai tempi di Reagan e più recentemente anche dalla nostra sinistra liberale. Ironicamente alcune tesi dei liberali di sinistra americani &#8211; come quelle di Krugman sulla politica monetaria e sulla bilancia dei pagamenti &#8211; assomigliano a quelle della nostra destra, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Ma è vero che un settore pubblico contenuto e imposte basse siano un bene per l&#8217;economia?</p>
<p>Preliminarmente occorre ricordare che gli economisti ritengono che il bene di un&#8217;economia consiste nella quantità di cose <em>prodotte</em> e <em>consumate</em>, a prescindere dalla loro allocazione, effetti durevoli ed esternalità. Si tratta ovviamente di una concezione puramente quantitativa e incompleta, che non tiene conto di importanti fattori distributivi e qualitativi. Ma limitiamoci per il momento a accettare questa prospettiva da &#8220;tubo digerente&#8221; di un popolo.</p>
<p>Non c&#8217;è dubbio che sul piano delle cose <em>prodotte</em> i privati abbiano dimostrato di essere più bravi ed efficienti del settore pubblico, soprattutto grazie al processo di &#8220;distruzione creatrice&#8221; Shumpeteriana che ha favorito la crescita delle idee migliori e delle imprese più efficienti. Tuttavia, non è detto che i privati siano altrettanto capaci sul piano dei <em>consumi</em>, come dimostrano non tanto le spese Fiorito, quanto quelle dei più sobri paesi del nord Europa.</p>
<p>Ciò si evince dalla pressione fiscale di gran parte dei paesi del nord Europa, che è pari o superiore a quella dell&#8217;Italia, soprattutto considerando che i dati non tengono conto del sommerso e la pressione fiscale potrebbe quindi essere sovrastimata per il nostro paese. Confrontando poi la pressione fiscale con il Pil pro capite dei paesi OCSE, si potrebbe addirittura pensare che le imposte siano un <em>bene</em>: i paesi con la pressione fiscale maggiore sono anche fra quelli con il Pil pro capite più alto.</p>
<p>Tutti, tranne l&#8217;Italia.</p>
<p><a href="http://witizen.org/wp-content/uploads/2012/10/Pressione-fiscale1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-799" title="Pressione fiscale" src="http://witizen.org/wp-content/uploads/2012/10/Pressione-fiscale1.png" alt="" width="974" height="506" /></a></p>
<p>E quindi verosimile che l&#8217;anomalia dell&#8217;economia italiana dipenda non tanto dalla <em>dimensione</em> del settore pubblico, ma dal suo<em> funzionamento</em>, che produce non solo servizi pubblici inadeguati e inefficienti, ma spesso anche totalmente inutili, se non dannosi per l&#8217;economia.</p>
<p>E&#8217; noto, poi, che il fallimento di gran parte dei tentativi di migliorare il funzionamento del settore pubblico è dipeso da un apparato burocratico rigido e clientelare.</p>
<p>In questo contesto la <em>spending review</em> potrebbe quindi essere utile non tanto per ridurre la spesa pubblica <em>nel suo complesso</em>, quanto per riallocarla più utilmente, innescando anche nel settore pubblico quei meccanismi di &#8220;distruzione creatrice&#8221; Shumpeteriana che hanno permesso ai privati di rinnovarsi e migliorare nel tempo.</p>
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		<title>M5S e democrazia 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Sep 2012 18:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;offerta elettorale che si sta delineando per le prossime elezioni è sconfortante: ci toccherà votare fra chi è ormai allo sbando e travolto da costumi da basso impero, chi vagheggia giustizia sociale, crescita economica e rigore &#8211; spesso contraddicendosi, sempre &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2012/m5s-e-democrazia-2-0/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://witizen.org/wp-content/uploads/2012/09/logo_gaia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-661" title="logo_gaia" src="http://witizen.org/wp-content/uploads/2012/09/logo_gaia-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a>L&#8217;offerta elettorale che si sta delineando per le prossime elezioni è sconfortante: ci toccherà votare fra chi è ormai allo sbando e travolto da costumi da basso impero, chi vagheggia giustizia sociale, crescita economica e rigore &#8211; spesso contraddicendosi, sempre confondendosi - chi si distingue per un&#8217;elegante assenza di idee e chi viene liquidato come rappresentante della cosiddetta <strong>antipolitica</strong>.</p>
<p>Se l&#8217;offerta elettorale dovesse rimanere questa, come è probabile, il <a href="http://www.beppegrillo.it/movimento/" target="_blank">M5S</a> diverrebbe ben più che un&#8217;alternativa antipolitica, ma l&#8217;unica opzione <strong>politica</strong> in campo.  Ma ovviamente il M5S non è un&#8217;opzione per chi lo considera <strong>pericoloso</strong> e voterebbe per chiunque altro. Questo <strong>ragionamento</strong> &#8211; che ricorda vagamente il pensiero del <a href="http://youtu.be/Wa6ri9WA2NE?t=6m39s" target="_blank">medio progressista</a> di Fantozzi &#8211; deriva probabilmente più da un senso di diffidenza per Grillo e Casaleggio, che per i <strong>ragazzi</strong> del M5S.</p>
<p>E invero, i <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xs1EMaitDt8" target="_blank">discorsi ebbri</a> di Grillo, le <a href="http://www.youtube.com/watch?v=JodFiwBlsYs" target="_blank">liturgie laiche</a> di Casaleggio e il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=s7LXZ6-ldM0&amp;feature=related" target="_blank">silenzio imposto</a> ai militanti non possono non ricordare i tratti inquietanti di certi predicatori o ideologhi di un passato che ci siamo felicemente lasciati alle spalle. Al punto da indurre alcuni a preferire istintivamente il <strong>nulla</strong>, o &#8211; ancor meno &#8211; lo <em>status quo</em>. Questo riflesso condizionato è probabilmente la ragione ultima di tutti i più comuni pregiudizi verso il M5S, abilmente ingigantiti da un <em>establishment</em> che potrebbe rimetterci molto.</p>
<p>Ma a prescindere dall&#8217;analisi pavloviana e dai tatticismi dell&#8217;<em>establishment</em>, è legittimo liquidare Casaleggio e Grillo come un qualsiasi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L._Ron_Hubbard" target="_blank">Ron Hubbard</a> o un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Billy_Graham" target="_blank">Billy Graham</a> de&#8217; noantri?</p>
<p>Sembra di no, e per diverse ragioni.</p>
<p>Innanzitutto per un&#8217;assorbente ragione di <strong>metodo</strong>: l&#8217;asse portante del pensiero del M5S è una <em>governance</em> che rimette agli elettori scelte che i sistemi tradizionali delegano agli eletti. Questo <em>metodo</em> - rappresentato simbolicamente dal &#8220;<a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf" target="_blank">non statuto</a>&#8221; &#8211; qualifica il M5S ancor più del <em>merito</em> delle proposte. Certo, non si può negare che le <a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf" target="_blank">proposte</a> del M5S siano di rottura, ma a ben vedere molte di esse mirano essenzialmente a introdurre meccanismi di decisione che prevengano gli inevitabili conflitti d&#8217;interesse degli eletti e consentano agli elettori di controllarne l&#8217;azione. Quindi, ancora una volta, il <em>metodo</em> prima del <em>merito</em>.</p>
<p>Il M5S è quindi un movimento essenzialmente anti-ideologico, essendo idoneo a farsi portatore di <em>qualsiasi</em> idea, tanto da <a href="http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/grillo_parma_polemica_antipolitica/notizie/220977.shtml" target="_blank">puntare al 100%</a> degli elettori: un paradosso che si realizzerebbe se il suo metodo fosse adottato da tutti. E in effetti il successo del M5S deriva in buona parte dall&#8217;incapacità dei partiti di riformare sé stessi, come è stato giustamente <a href="http://www.lettera43.it/politica/renzi-grillo-e-solo-fenomeno-da-baraccone_4367563204.htm" target="_blank">osservato</a>.</p>
<p>I percorsi politici di Grillo e Casaleggio sono poi di gran lunga meno inquietanti di quelli di molti dei nostri politici, senza scomodare quelli dei dittatori: non si sono affermati <em>tramite </em>la politica, ma da affermati si sono messi al suo servizio; non si propongono come <em>capi</em>, ma come <em>divulgatori</em> e <em>garanti</em>. Chi li accusa di non adottare internamente le regole che predicano finge poi di confondere il gioco con le sue regole, come se un liberale fosse accusato di essere intollerante verso i dogmatici. La verità è che nessun sistema <strong>aperto</strong> può funzionare senza regole <strong>rigide</strong>: anche le <a href="http://witizen.org/laltra-mano-invisibile/" target="_blank">mani invisibili</a> funzionano perché fondate su principi indiscussi, come la proprietà privata per il mercato, o i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cinque_pilastri" target="_blank">pilastri</a> per la scrittura delle voci di Wikipedia.</p>
<p><a href="http://witizen.org/wp-content/uploads/2012/09/action20button_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-669" title="A red button with the words Act Now on it" src="http://witizen.org/wp-content/uploads/2012/09/action20button_1-300x288.jpg" alt="" width="300" height="288" /></a>E&#8217; ovviamente lecito dubitare che il metodo proposto dal M5S funzioni o non rischi derive plebiscitarie. Senonché l&#8217;esperienza sembrerebbe dimostrare il contrario: la democrazia diretta funziona benissimo in Svizzera, uno dei paesi più avanzati al mondo, e le scelte collettive si rivelano spesso <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Wisdom_of_Crowds" target="_blank">più sagge</a> di quelle individuali o di gruppi ristretti. Ma il M5S non propone solo <em>democrazia</em> diretta ma anche <em>azione</em> diretta, come la <em>class action</em>, e colpisce nel segno quando constata la sostanziale inutilità delle <em>authority</em> e ne propone &#8211; forse provocatoriamente &#8211; l&#8217;eliminazione. Per reagire all&#8217;indolenza delle <em>authority</em> più che una <em>class action </em>ci vorrebbe forse una <em><a href="http://legal-dictionary.thefreedictionary.com/Derivative+Action" target="_blank">derivative action</a></em>, ma in fondo è un tecnicismo: la chiave di lettura è ancora nella restituzione del potere &#8211; in questo caso di <strong>controllo</strong> &#8211; al cittadino.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E&#8217; già possibile unire i punti?</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 15:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; difficile comprendere il perché delle cose mentre accadono. Di solito deve passare molto tempo per riuscire a farsene un&#8217;idea chiara, come ha detto anche Steve Jobs nel suo famoso discorso dell&#8217;unione dei punti. E non si può certo dire &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2012/e-gia-possibile-unire-i-punti/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://witizen.org/wp-content/uploads/2012/03/WALL_E_fat_chair.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-560" title="WALL_E_fat_chair" src="http://witizen.org/wp-content/uploads/2012/03/WALL_E_fat_chair-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>E&#8217; difficile comprendere il perché delle cose mentre accadono. Di solito deve passare molto tempo per riuscire a farsene un&#8217;idea chiara, come ha detto anche Steve Jobs nel suo famoso discorso dell&#8217;<a href="http://news.stanford.edu/news/2005/june15/jobs-061505.html" target="_blank">unione dei punti</a>. E non si può certo dire che Steve Jobs non avesse le idee chiare.</p>
<p>Eppure, mentre ancora tuona la tempesta, economisti di tutto il mondo ci hanno già spiegato il perché di quello che è successo e che sta ancora succedendo. Non sorprendentemente, è stato detto tutto e il contrario di tutto: è colpa della <em>deregulation</em>, no della politica espansiva delle banche centrali; per superare la crisi ci vuole austerità, no bisogna aprire i rubinetti&#8230; Al confronto le differenze fra le grandi religioni monoteiste sono sfumature. Ma le icone del pantheon degli economisti sono grafici e tabelle descrittive di <em>fatti</em> che non ammettono confutazioni. Ad alcuni toccherà inevitabilmente il destino dei fisici aristotelici, che non mancarono di appassionare <a href="http://www.scribd.com/Athanor/d/3843044-La-Questio-de-aqua-et-terra-di-Dante-Alighieri" target="_blank">Dante</a>, ma che oggi farebbero sorridere perfino un maestro di scuola elementare. Per il momento possiamo limitarci a osservare ironicamente che i <em>fatti</em> danno ragione a <em>tutti</em>, anche se tutti dicono cose diverse.</p>
<p>C&#8217;è poi chi crede che abbiano <em>davvero</em> ragione tutti. Combinare la teoria del rigore con quella della crescita sembra essere la vocazione dei nostri <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-30/time-super-mario-possono-140652.shtml?uuid=Aaxdm2PE" target="_blank">Super Mario</a> nazionali. Ci aveva provato anche Tycho Brahe con un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_ticonico" target="_blank">modello</a> che combinava il sistema tolemaico con quello copernicano e lo stesso Galileo con la sua teoria della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Relativit%C3%A0_galileiana" target="_blank">relatività del moto</a>.<span style="line-height: 24px;"> Però l&#8217;esperienza c&#8217;insegna anche che chi cerca di salvare capra e cavoli fa spesso una brutta fine: se cerchi di compiacere tutti, diceva Donald Rumsfeld, a qualcuno non piacerà. Il relativismo non salvò Galileo dall&#8217;Inquisizione, come predicare il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-02-09/conferma-tassi-minimo-storico-134328.shtml?uuid=AabYAKpE" target="_blank">fiscal compact</a> e inondare i mercati di <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-02-29/banche-fanno-pieno-liquidita-213906.shtml?grafici&amp;uuid=AaHot0zE" target="_blank">liquidità</a> non sta salvando Draghi dalle accuse della <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/03/01/news/la_bundesbank_attacca_draghi_troppi_rischi_nei_prestiti_alle_banche-30764839/?rss" target="_blank">Bundesbank</a>.</span></p>
<p>Ma non è possibile che ci stiano sfuggendo ancora i nostri limiti? Non solo quelli che ci hanno impedito di unire i punti finché non abbiamo avuto strumenti capaci di superarli (per il modello tolemaico, per esempio, è stato il telescopio) ma anche quelli biologici con cui l&#8217;economia sta già incominciando a fare i conti. I consumi delle economie avanzate paiono oggi più vicini ai <a href="http://www.giornaledifilosofia.net/public/scheda_rec.php?id=61" target="_blank">limiti dell&#8217;uomo</a> che ai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rapporto_sui_limiti_dello_sviluppo" target="_blank">limiti dell&#8217;ambiente o delle risorse scarse</a>. Il picco dei consumi materiali è già stato raggiunto <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/2011/oct/31/consumption-of-goods-falling" target="_blank">da tempo</a>, e la situazione non è tanto diversa per i consumi immateriali: il mondo è già pieno di intossicati di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_dipendenza" target="_blank">internet</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shopping_compulsivo" target="_blank">shopping</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_d%27azzardo_patologico" target="_blank">gioco</a>, <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_05/esodo-bollino-nero_a1d85e8a-bf4b-11e0-9335-6a1fd5e65f3e.shtml" target="_blank">vacanze</a>. C&#8217;è veramente qualcuno di noi che desidera vivere nell&#8217;astronave <a href="http://pixar.wikia.com/Axiom" target="_blank">Axiom</a> di Wall-e?</p>
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		<title>Merkozonti o Merkozombie?</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 08:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera Jacopo Tondelli, direttore di Linkiesta, ha giustamente invitato gli &#8220;amici&#8221; europei a smettere di elogiare Monti &#8220;a gratis&#8221;. Giusto! Ma è anche vero che gli &#8220;amici&#8221; non si riconoscono dagli elogi, come sa bene chi diffida degli adulatori. E &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2011/la-spirale-del-debito/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera Jacopo Tondelli, direttore di Linkiesta, ha giustamente <a href="http://www.linkiesta.it/blogs/post-silvio/amici-europei-basta-elogiare-monti-gratis-please" target="_blank">invitato</a> gli &#8220;amici&#8221; europei a smettere di elogiare Monti &#8220;a gratis&#8221;. Giusto! Ma è anche vero che gli &#8220;amici&#8221; non si riconoscono dagli elogi, come sa bene chi diffida degli adulatori. E le posizioni di Merkozy su Eurobonds e BCE non paiono molto &#8220;amiche&#8221;.</p>
<p>Senza una massiccia terapia di Eurobonds e/o di QE della BCE è solo una questione di tempo: ecco un <em>widget</em> per passare velocemente dall&#8217;entusiasmo Merkozonti alla depressione Merkozombie.</p>
<p><object width="650" height="480" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="quality" value="high" /><param name="play" value="true" /><param name="loop" value="true" /><param name="src" value="http://graphics.thomsonreuters.com/11/07/BV_ITDBT0711_VF.swf" /><param name="pluginspage" value="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" /><embed width="650" height="480" type="application/x-shockwave-flash" src="http://graphics.thomsonreuters.com/11/07/BV_ITDBT0711_VF.swf" quality="high" play="true" loop="true" pluginspage="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" /></object></p>
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		<title>Cina contro USA: fate il vostro gioco</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 15:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[ Breaking news dallo smart guy di Goldman famoso per avere inventato il termine BRICs: Jim O&#8217;Neill ha &#8220;svelato&#8221; al mondo che la Cina diventerà la più grande economia del mondo nel 2027. Ci piace ricordare che la Cina è sempre stata &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2011/china-vs-usa-il-gioco/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em> Breaking news</em> dallo <em>smart guy</em> di Goldman famoso per avere inventato il termine BRICs: Jim O&#8217;Neill ha &#8220;<a href="http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/8901828/Jim-ONeill-China-could-overtake-US-economy-by-2027.html" target="_blank">svelato</a>&#8221; al mondo che la Cina diventerà la più grande economia del mondo nel 2027.</p>
<p>Ci piace ricordare che la Cina è sempre stata la più grande economia del mondo fino a pochi decenni fa. Vogliamo quindi dare a tutti l&#8217;opportunità di tirare a indovinare la data del grande ritorno, ovviamente senza i bonus milionari degli <em>smart guys </em>di Wall Street.</p>
<p>Buon divertimento.</p>
<p><object width="595" height="380" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://media.economist.com/sites/default/files/media/2010InfoG/Interactive/China_US_GDP_Dec18/main.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="595" height="380" type="application/x-shockwave-flash" src="http://media.economist.com/sites/default/files/media/2010InfoG/Interactive/China_US_GDP_Dec18/main.swf" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /> </object></p>
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		<title>Che cosa manca oggi nella piccola cittadina del Mar Nero?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 19:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2009, in piena crisi post Lehman circolava questa storia E&#8217; maggio sulle rive del Mar Nero. Piove e la piccola cittadina sembra completamente deserta. Sono tempi molto duri, tutti sono indebitati e vivono sul credito. Inaspettatamente un ricco turista arriva in città, entra nell&#8217;unico hotel disponibile, &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2011/che-cosa-manca-oggi-nella-storia-della-piccola-cittadina-del-mar-nero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Nel 2009, in piena crisi post Lehman circolava questa storia</p>
<p><em>E&#8217; maggio sulle rive del Mar Nero. Piove e la piccola cittadina sembra completamente deserta. Sono tempi molto duri, tutti sono indebitati e vivono sul credito. Inaspettatamente un ricco turista arriva in città, entra nell&#8217;unico hotel disponibile, poggia 100 Euro sul desk della reception e si reca a visionare le camere al piano superiore per sceglierne una. Il proprietario dell&#8217;albergo prende la banconota e corre a pagare il suo debito dal macellaio. Il macellaio prende la banconota e corre a pagare il suo debito con l&#8217;allevatore di maiali. L&#8217;allevatore prende la banconota e corre a pagare il suo debito con il fornitore di mangimi. Il fornitore di mangimi corre a pagare la prostituta locale che in questi tempi duri gli ha fornito i suoi servigi a credito. La prostituta corre all&#8217;hotel e paga il proprietario per le stanze che le ha affittato per portarci i clienti. Il proprietario dell&#8217;hotel rimette la banconota da 100 Euro sul bancone affinché il ricco turista non sospetti nulla. In quel momento il ricco turista ritorna alla reception: ha visionato le stanze, non le ha trovate di suo gradimento e così si riprende i suoi 100 Euro e lascia la città. Nessuno ha guadagnato qualcosa. Tuttavia ora l&#8217;intera città è senza debiti, e guarda al futuro con molto ottimismo.</em></p>
<p>Ciò che sta accadendo in questi giorni ricorda ci ricorda la stessa storia. Panico nel sistema interbancario, credito bloccato, borse in picchiata. Ma questa volta il clima è ancora più cupo. Perché? Perché nella crisi del 2008 ci si poteva attendere l&#8217;intervento nei governi e delle banche centrali, oggi non più.</p>
</div>
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		<title>La triste storia del Signor Peel</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 08:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>witizenkane</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ironizzando sulla sconsolata narrazione del Wakefield, colonizzatore britannico dell&#8217;Australia Meridionale,  Marx ricorda la &#8220;triste&#8221; storia del povero Signor Peel, che aveva portato con se nel distretto dello Swan River, dell&#8217;Australia Occidentale, 50.000 sterline in contanti e 300 persone della classe operaia, uomini donne e bambini. &#8230; <a class="more-link" href="http://witizen.org/2011/la-triste-storia-del-signor-peel/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://witizen.org/wp-content/uploads/2011/07/336098293_f14e295887.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-395" title="336098293_f14e295887" src="http://witizen.org/wp-content/uploads/2011/07/336098293_f14e295887.jpg" alt="" width="321" height="321" /></a>Ironizzando sulla sconsolata narrazione del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Edward_Gibbon_Wakefield" target="_blank">Wakefield</a>, colonizzatore britannico dell&#8217;Australia Meridionale,  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Marx" target="_blank">Marx</a> ricorda <a href="http://www.arteideologia.it/01-EDIZIONI/Edizione%20dic2010/07%20-Marx%20e%20il%20povero%20signor%20Peel.html" target="_blank">la &#8220;triste&#8221; storia</a> del povero <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Peel" target="_blank">Signor Peel</a>, che aveva portato con se nel distretto dello Swan River, dell&#8217;Australia Occidentale, 50.000 sterline in contanti e 300 persone della classe operaia, uomini donne e bambini. Dimenticando però una cosa: la necessità di rendere inaccessibili i mezzi di produzione.</p>
<p>In quei tempi infatti, nel Far West australiano i terreni coltivabili erano accessibili a tutti, e quindi i lavoratori abbandonarono presto il Signor Peel &#8220;<em>lasciandolo senza nemmeno un servo per accomodargli il letto e prendere l&#8217;acqua dal fiume</em>&#8221;</p>
<p>Questa storia dimostra che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Ricardo#La_teoria_del_salario" target="_blank">teoria classica del salario</a> non è applicabile ai lavoratori che, in alternativa al lavoro salariato, possono accedere ai mezzi di produzione. In questa situazione l&#8217;unico modo per disporre del lavoratore al suo costo di sussistenza è la schiavitù, che non a caso si diffuse nel mondo antico e nelle colonie, ossia fra i popoli dove la teoria classica del salario non poteva funzionare a causa della relativa abbondanza di terreni coltivabili.</p>
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